Ancora Brecht

La tavola rotonda di ieri al Teatro Elfo Puccini ha ripercorso in una sorta di Amarcord l’importanza della presenza di Brecht nel teatro della città di Milano. E’ noto che, poco prima della morte, Brecht venne a Milano a vedere la sua Opera da tre soldi messa in scena da Giorgio Strehler e che l’allestimento milanese gli piacque al punto di dichiarare che lui stesso non avrebbe saputo fare di meglio. Da allora il Piccolo Teatro di Milano detenne una specie di monopolio nel proporre Brecht al pubblico italiano. Si è poi parlato dell’etichetta che a Brecht è stata applicata in genere in Italia, come di un autore tetro e poco godibile, imbrigliato in un corsetto teorico, quello del cosiddetto “teatro epico”, al quale neppure Brecht riusciva di fatto ad assoggettare del tutto la recitazione dei suoi attori. Oggi molti provano a riavvicinarsi a questo mostro sacro e a cogliere di lui, come nel “Puntila” di Ferdinando Bruni e Francesco Frongia, anche gli aspetti umoristici, svecchiando da preconcetti e schematismi un autore che ha fatto scuola e la cui lezione si vede ancor oggi non solo nel teatro, ma anche nel musical e, soprattutto, nel cinema

Segnalazione:

 

lunedì 28 dicembreore 18.00: sala Bausch/ Teatro Elfo Puccini (Milano) tavola rotonda presieduta da Maurizio Porro (giornalista del Corriere della Sera) con: Ferdinando Bruni, Francesco Frongia, Elio De Capitani e la Prof.ssa Gabriella Rovagnati (Università degli Studi di Milano).

ore 20.30: sala Bausch/Elfo Puccini: proiezione del video dello spettacolo L’anima buona del Sezuan con protagonista Mariangela Melato e diretto di Ferdinando Bruni e Elio De Capitani.

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