Margherita Hack

Scienziata, ricercatrice, sportiva, comunista,  moglie, docente universitaria, atea, vegetariana, animalista, “gattara” e pessima cuoca: un ritratto a tutto tondo di Margherita Hack quello tracciato ieri sera a OMNIBUS da Gianluca Ranzini, che con la “signora delle stelle” ha pubblicato i due volumi per ragazzi “Tutto comincia dalle stelle” e “Stelle da paura”. Dalla ricerca, dedicata in particolare alla spettroscopia stellare, praticata in istituzioni di prestigio americane e europee e culminati nella pubblicazione del volume “Stella spetroscopy” (con Otto Struve, Berkley 1954), Margherita Hack, di cui quest’anno si celebra il centenario dalla nascita, era passata alla divulgazione scientifica, consigliata in questo senso anche dal marito e filosofo Aldo De Rosa, sposato nel 1944, con il quale la scienziata condivise vita fino ai suoi ultimi giorni. Trasferitasi a Trieste nel 1964, Margherita Hack è stata la prima donna a diventare direttrice dell’Osservatorio astronomico cittadino.  Telescopio e bicicletta rimasero gli oggetti delle due sue più grandi passioni fino in tarda età. La coppia De Rosa, priva di figli per scelta, è stata un esempio di collaborazione  fra competenze scientifiche e umanistiche, una simbiosi che ha dato vita a una serie di scritti, fra i quali  Ranzini ha dato particolare rilievo alla rivista scientifica “Astronomia”. Cofondatore di questo importante organo di divulgazione è stato un altro uomo che ha avuto una parte importante nel lavoro di Margherita Hack: Corrado Lamberti, astrofisico lombardo, morto nel 2020, che ha dedicato all’amica il volume “Viva Margherita”.

Il pubblico presente ha molto apprezzato l’esposizione semplice, ma intensa di Gianluca Ranzini e alla fine lo ha sollecitato con diverse domande su vari argomenti. Alla discussione è seguito un caloroso applauso.

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