Norma Cossetto

 

Figlia di un esule istriano che per tutta la vita rimpianse la sua terra d’origine, Anna Maria Vesnaver ha raccontato ieri sera a OMNIBUS la storia di Norma Cossetto, allargando il suo discorso all’intera famiglia, alla madre Margherita, alla sorella Licia e al padre Giuseppe, latifondista benestante di Visinada (oggi in Croazia) e supportandolo con alcuni spezzoni tratti dal film “Red Land”. Norma, giovane intelligente e colta, figlia di un gerarca fascista e a sua volta convinta che l’adesione al partito di Mussolini fosse l’unica via per salvare la propria “italianità”, poco prima di discutere la propria tesi di laurea, intitolata “Istria rossa” (per il colore che caratterizza questa terra, ricca di Bauxite) fu fatta prigioniera dai partigiani titini, seviziata, stuprata da un numeroso gruppo di uomini e infine gettata ancora viva in una foiba profonda. Nel 1949 le fu conferita dall’Università di Padova la laurea ad honorem, nel 2005 la medaglia d’oro al merito civile dall’allora Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi.

Il folto pubblico presente ha apprezzato il tono della conferenziera, che è riuscita a non cedere a sentimentalismi e propaganda, ma ha semplicemente presentato la storia di Norma Cossetto come emblematica del destino subito da molte altre donne istriane, soprattutto dopo l’8 settembre del 1943. La serata, come ha auspicato ieri anche l’attuale Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è stata organizzata con l’intento di fare del “ricordo un seme di pace e di crescita civile”.

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